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sabato 10 febbraio 2018

ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA PRIMA MOSTRA PERSONALE A MILANO DELL’ARTISTA LEONARDO PELLICANO’: SHEDDING ALL THE DEAD WOOD


ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA PRIMA MOSTRA PERSONALE A MILANO DELL'ARTISTA LEONARDO PELLICANO':

SHEDDING ALL THE DEAD WOOD

16 febbraio 2018 – 9 marzo 2018
Opening: 15 febbraio 2018 ore 18.30
Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano

Dal 16 febbraio al 9 marzo 2018 la Fondazione Adolfo Pini presenta Shedding all the dead wood, la prima mostra personale a Milano di Leonardo Pellicanò, che raccoglie i nuovi lavori pittorici del giovane artista, realizzati negli ultimi mesi tra Milano, Roma e Bruxelles.

Con questa nuova mostra la Fondazione prosegue il proprio percorso dedicato all'arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci, con l'obiettivo di porsi quale luogo di incontro e valorizzazione della scena dell'arte giovanile nazionale e internazionale a Milano. 

Quello proposto da Pellicanò è un viaggio nell'alterità, un viaggio dove la dimensione intima si fonde con l'esplorazione di luoghi archetipici: nelle opere esposte all'interno della galleria al piano terra della Fondazione Adolfo Pini, l'artista si manifesta come un cacciatore che si aggira all'interno di territori sconosciuti, che appaiono ora rassicuranti come un giardino dell'Eden pieno di risorse, ora come un buio sottobosco in cui ci si smarrisce. 

Shedding all the dead wood è un percorso che si snoda in un territorio metaforico, dove gli scenari onirici e narrativi rappresentati nei dipinti alludono a luoghi e spazi altri, con la sottostante idea di un paesaggio naturale non intaccato dalla civiltà

L'opera è attraversata dalla presenza dell'artista, centro focale della visione e soggetto nomade all'interno del mondo da lui generato. Dai dipinti di Pellicanò emerge l'atmosfera triviale dei quadri raffiguranti scene di caccia, investite di una propria intima e specifica carica emotiva. È una grande messa in scena che agisce come metafora del processo stesso della creazione artistica.

"Quello che si attua tramite l'entrata in questo territorio inesplorato è quasi un rito iniziatico, la messa in atto delle fasi strutturali dell'individuazione; lo smarrimento, il vagabondaggio, la ricerca, l'incontro, l'azione eroica, il ritorno a casa", afferma l'artista. 

Osservando i lavori di Pellicanò, si percepisce un continuo contrasto tra un dramma sottostante e un atteggiamento ironico, beffardo e celebrativo, si avverte una lieta amarezza in questa giocosità, dove l'ideale romantico è spesso ridicolizzato. 

Nel dipinto "Sunrise/Sunset" ad esempio, un levriero, nobile cane da caccia, rivestito da un'armatura dorata, salta speranzoso verso l'orizzonte. Nella superficie del legno sottostante, emerge un ammasso informe di corpi animali, un presagio di una possibile catastrofe.

Pellicanò utilizza il medium pittorico con serietà e distacco, mettendolo continuamente in discussione con sperimentazioni tramite la pratica del collage, dello spray e l'utilizzo di materiali di recupero

Ad esempio, Il dipinto "My mother won't stop smoking" si presenta come una effigie della madre, un ritratto generato da un'immagine assente. Presentato tramite un display rudimentale, esso richiama l'idea di uno scenario naturalistico. Le fantasie dei luoghi evocati sono infatti presenti nel materiale stesso delle opere, che si aprono nello spazio in un intreccio di silenziose intese.


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lunedì 27 novembre 2017

Fondazione Adolfo Pini: mostra "Memory as Resistance" di Nasan Tur, a cura di Gabi Scardi

ALLA FONDAZIONE ADOLFO PINI LA MOSTRA
NASAN TUR MEMORY AS RESISTANCE
a cura di Gabi Scardi

Dal 30 novembre 2017 al 9 marzo 2018
Opening: mercoledì 29 novembre, ore 18.30
Corso Garibaldi, 2 Milano
 
Per maggiori informazioni  
www.fondazionepini.net/attivita-culturale/memory-as-resistance
 
 
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Dal 30 novembre 2017 al 9 marzo 2018, la Fondazione Adolfo Pini presenta la mostra Memory as Resistance, un progetto inedito realizzato dall’artista Nasan Tur, a cura di Gabi Scardi. Il tema della memoria, del ruolo del soggetto nella società e del suo lascito saranno al centro degli interventi ospitati dalla Fondazione, e si intrecceranno anch’essi al legame con il vissuto di coloro che la abitarono.

L’invito della Fondazione è stato, per l’artista, l’occasione per concepire un nuovo progetto che prevede un allestimento che occuperà le vetrine della casa museo. L’esposizione comprende in particolare una serie di fotografie dedicate a persone che, fino in fondo, si sono impegnate per la libertà d’espressione e un video incentrato sulla figura di un uomo che appare di profilo, sullo sfondo di un paesaggio in cui riconosciamo il Bosforo. 

L’uomo è Hrant Dink: figura fondamentale del movimento per la riconciliazione e i diritti in Turchia, nonché caporedattore del settimanale bilingue turco – armeno Agos, ucciso davanti all’ingresso della redazione nel 2007. Nel video, un’azione ripetuta restituisce l’immagine di Hrant Dink accartocciata, dispiegata, stesa con le mani e poi nuovamente accartocciata, come in una sequenza infinita. L’opera trasmette un senso di lontananza, ma anche la forza dell’orizzonte. Il suo ricomparire, sempre più sbiadita, eppure persistente, interferisce con la cronologia: malgrado gli eventi, la presenza del soggetto incessantemente si rinnova. 

La memoria fragile ma tenace non arretra, e le azioni, anche a distanza di tempo, mantengono valore. Il lavoro di Nasan Tur prende avvio alla fine degli anni Novanta, nel corso del tempo l’approccio personale si stempera e i riferimenti si ampliano. L’artista comincia a elaborare i temi del vivere e del convivere urbano e mette in campo una grande attenzione ai filtri culturali che condizionano il nostro sguardo e le nostre attitudini. 

Le sue opere sono interpretazioni critiche dei contrasti, delle contraddizioni e delle tensioni psicologiche e sociali dell’individuo nel presente. Vi emergono, in forme diverse, questioni legate alle ideologie, alle utopie, al linguaggio e ai concetti di storia, nazionalità, eredità culturale e attivismo.

In occasione di Memory as ResistanceNasan Tur terrà una lecture, giovedì 30 novembre alle ore 18.00, aperta al pubblico, durante la quale l’artista illustrerà la sua ricerca estetica fino ad arrivare ai più recenti sviluppi dei suoi ultimi progetti. 

Venerdì 1 dicembre La Fondazione Adolfo Pini organizza un appuntamento collaterale alla mostra Memory as Resistance. N

ella galleria nel cortile della Fondazione, gli studenti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano avranno l’opportunità di partecipare a un momento di approfondimento e di confronto con l’artista, tramite l’esposizione di loro opere legate alle tematiche affrontate da Nasan Tur nella mostra.

Dopo aver presentato i primi due progetti site specificThe Missing Link di Michele Gabriele, e Materia prima di Lucia Leuci, con questa nuova mostra la Fondazione prosegue pertanto il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci, con l’obiettivo disporsi quale luogo di incontro e valorizzazione della scena dell’arte giovanile nazionale e internazionale Milano.
 
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Memory as Resistance
A cura di Gabi Scardi
30 novembre 2017- 9 marzo 2018
Opening: 29 novembre 2017 ore 18.30

Lecture di Nasan Tur
Giovedì 30 novembre ore 18.00

Appuntamento collaterale
Mostra Four
Federico Arani, Vincenzo Badiglio, Francesco de Bernardi e Jacopo Martinotti
A cura di Maria Chiara Baccanelli e Emanuele Tira
Venerdì 1 dicembre 
La mostra sarà visitabile dal 29 novembre


Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Orari: da lunedì a venerdì ore 10.00 – 13.00 | 15.00 – 17.00
Ingresso gratuito
Tel. 02 874502
www.fondazionepini.it
Facebook: Fondazione Adolfo Pini
 
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